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Alta Valsugana

L'Alta Valsugana, ossia il territorio che dalle pendici orientali della Marzola si estende fino a Roncegno, grazie alla presenza dei laghi di Caldonazzo e di Levico è una tra le aree turistiche più interessanti del Trentino.Già agli inizi del secolo scorso, in virtù delle riconosciute proprietà terapeutiche delle acque ferruginoso-arsenicali, le Terme di Levico erano, assieme a quelle di Roncegno, tra le mete preferite della nobiltà e della borghesia mitteleuropea, in particolare austro-ungarica.
Il lago di Caldonazzo, il più vasto lago interamente trentino, e il lago di Levico offrono agli sportivi varie possibilità: balneazione, windsurf, vela, canottaggio, sci nautico e pesca. Completano l'offerta di spazi naturali i biotopi di S.Cristoforo, di Levico e di Roncegno, habitat naturale per molte specie di fauna acquatica come lo svasso maggiore, la folaga, il germano reale e molte altre, che trovano protezione e rifugio tra le canne di palude o i boschi ripariali di ontano nero e di salice.
Per chi invece desidera recupere il contatto con le tradizioni più antiche ed autentiche, la Valle dei Mocheni offre un'occasione davvero unica: la sua popolazione parla ancora un antico idioma di origine tedesca e nei vecchi masi, disseminati qua e là, le pareti sono ancora in pietra, i ballatoi in legno e le scandole, tagliate a mano dal legno di larice o di castagno e tenute ferme da vistosi sassi, sostituiscono le tegole. Notevole esempio di tale architettura è dato dal Filzerhof, maso in parte visitabile, che riassume in sé la cultura mochena.
All'imbocco della Valle dei Mocheni, a soli 15 Km da Trento, va segnalata la sede della cooperativa "Sant'Orsola", una cooperativa di circa mille agricoltori specializzati nella produzione e commercializzazione di fragole e piccoli frutti, quali lamponi, more, ribes rosso e bianco, mirtilli giganti, mirtilli e fragoline di bosco, uva spina, ciliegie ed altra frutta, nata nel 1975. Giornalmente gli associati portano i frutti raccolti che vengono commercializzati per la quasi totalità allo stato fresco sui mercati italiani ed europei. Una piccola parte viene trasformata artigianalmente in confetture, composte, sciroppati e succhi.
L'Altopiano di Pinè, con i laghi di Serraia e delle Piazze, ha una vocazione prettamente turistica, anche se non mancano agricoltura e artigianato. Baselga di Piné, il maggiore dei due comuni dell'Altopiano, è formato da 10 frazioni e grazie alla presenza del lago della Serraia, del biotopo del Laghestel, del famoso Santuario Mariano di Montagnaga, dello stadio del ghiaccio artificiale di importanza internazionale, è uno dei luoghi più conosciuti e frequentati del Trentino.

Curiosità

La prima scoperta di acque minerali da cui successivamente prese avvio l'attività termale di Levico, avvenne nel 1600 grazie ai minatori (knappen) che estraevano minerali dalla montagna di Vetriolo. Solo nel 1860 iniziò lo sfruttamento di questa risorsa con la realizzazione delle prime condutture in legno che portavano l'acqua da Vetriolo a Levico.

Al patrimonio boschivo della Magnifica appartiene in parte anche il Parco naturale di Paneveggio-Pale di S.Martino, parco istituito nel 1967 che ha una superficie di circa 191 kmq.

La Valle di Fassa appartiene all’area di minoranza linguistica culturale ladina, che si colloca attorno al massiccio del Sella e comprende oltre alla Valle di Fassa anche la Val Badia e la Val Gardena in Alto Adige, Livinallongo con l’Ampezzano e una parte del Comelico nel Veneto. L’area ladina è completata poi dal Cantone dei Grigioni in Svizzera e ad est da alcune aree del Friuli.

Prodotti tipici da gustare

Oltre alle fragole e ai piccoli frutti già citati, l'Alta Valsugana vanta una lunga tradizione nella produzioni di insaccati, quali ad es. le lucaniche mochene (di cavallo o di maiale), le mortandele di carne suina; altri prodotti degni di nota sono i formaggi (Montagna e Vezzena), le mele, il miele, il Marone del Trentino e la grappa.

Da non perdere

La Miniera-Museo “Grua va Hardömbl” (Palù del Fersina, loc. Frotten a 1700 m s.l.m.): l'attività estrattiva di pirite, calcopirite e galena argentifera nella Valle del Fersina prese inizio fin dal 1100. Un tratto della miniera di Erdemolo, una delle tante che costellano la zona, è stata recentemente aperta e offre al visitatore il fascino e l´emozione di penetrare nelle viscere della terra e di ripercorrere il duro lavoro dei minatori che nei secoli XVI-XVII estraevano la calcopirite, minerale dalla cui fusione si ricavava il rame.

Castel Pergine (Pergine): di origini longobarde, questo castello munito di doppia cinta muraria, di torri e bastione, appartenne prima ai Conti del Tirolo e poi, a partire dal 1531, al Principe Vescovo di Trento Bernardo Clesio. Oggi vi ha sede un simpatico ristorante-albergo.

Chiesetta di S.Biagio (Levico): posta sulla sommità dell'omonimo colle nei pressi di Levico è un vero e proprio gioiello architettonico con portico e affreschi dei secoli XIV e XVI e soffitto ligneo.